I Certificati Peritali

14 feb, 2012 da

UN CERTIFICATO CHE… CERTIFICA

Era tempo che qualcosa cambiasse nel variegato cosmo dei periti e delle certificazioni che nulla certificano. Finalmente un lapidale “certifico” e non un generico “è mia opinione” appare in un perizia sottoscritta dall’ Ing. M. MERONE che pubblicandola sul suo sito pone la retorica domanda: vi piacerebbe ricevere simili certificazioni ?
Non che il nostro esperto sia il solo a “certificare” essendo notorio che altri periti di grande prestigio rilasciano certificati con assunzione di responsabilità e certificazioni dettagliate ma solo in casi eccezionali dietro espressa richiesta del committente e a costo di gran lunga superiore a quello dell’ ordinaria attestazione di opinione. Il “certifico”, con l’ assunzione di responsabilità che ne deriva, dovrebbe, invece, apparire sempre nell’ attestazione indipendentemente dalla descrizione dell’ oggetto per la quale se necessarie, come per alcuni documenti storico-postali, ricerche di varia natura occorrerà sopportare un più consistente esborso. La funzione di “certificare” non può essere espletata a vari livelli proporzionati all’ onorario per cui “certificati” differenziati, ad esempio sulla base della quotazione dell’ oggetto, rappresentano un “non sense” . Ben diversamente la funzione di “descrivere” che per sua natura ha un costo derivante da vari fattori quali difficoltà delle fonti, tempo occorrente, etc. che per alcuni documenti postali può essere anche rilevante. Ma per la stragrande maggioranza degli oggetti sottoposti il perito, se non tale solo nominalmente, è in grado per l’ esperienza accumulata di produrre giustificata certificazione senza grande spreco di tempo. Eventualmente si trattasse di oggetto particolare allora ben venga un equo esborso supplementare per un’ attestazione che certificandone l’ originalità ne evidenzi contestualmente gli aspetti di pregio. In definitiva una tale condotta professionale gioverebbe al possessore dell’ oggetto pur se commerciante perché oggi, al contrario dei tempi che furono, il collezionista acquirente rifugge dalle incertezze mentre va sempre più limitandosi quel sottobosco animato da personaggi alla continua ricerca di pollame cui affibbiare grano difettoso descritto come “in buono stato” e “privo di difetti occulti” ma con difetti palesi non evidenziati perché tali.
C. Criscuolo

http://www.acciesse.org/it/index.php

 


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